Il colloquio

Il colloquio: un testo teatrale che ho scritto pensando al fatto che il bene tra le persone in questa nostra epoca sia ancora la via possibile. La vicenda narra di un ex collaboratore di giustizia, ormai alla fine dei suoi giorni a causa di una malattia contratta probabilmente nello stesso periodo in cui deteneva molto potere nella gestione dei rifiuti di ogni tipo, compresi quelli tossici. A seguito di un incontro con un sacerdote che nello spettacolo non vedremo, ma ne sentiremo le parole, si convince a parlare con un giovane magistrato. Egli pur lavorando in una giurisdizione territoriale diversa, su sollecitazione di una coppia di genitori ha fatto riaprire il caso del figlio di sette anni morto ufficialmente per leucemia. Antonio Sillato, così si chiama il personaggio di pura fantasia del collaboratore di giustizia, ha ormai poco tempo e, di contro, molto di questo poco tempo per leggere i giornali e guardare la televisione. Un giorno legge del caso di questo bambino e resta scosso e folgorato da questa notizia, perché facendosi forza sulla vergogna che prova per sé stesso, capisce che il bambino un suo nipote, figlio di un suo figlio che non ha mai saputo di esserlo, perché nato da un incontro veloce e squallidamente senza amore, con una donna del suo paese che un giorno si reca da lui, uomo potente…